Cannobio: un ritrattista a corte
Il pittore Edmondo Albertella ripropone sulle sue tele scorci di paesaggi.
Cannobio, il paese non è mai stato così bello.
Sulle tele di Edmondo Albertella, alias ‘ Pinsart’ scorci di paesaggi
dell’ultimo paese prima del confine con la Svizzera, brillano
di luce propria grazie a sobrietà precisione e perizia nell’uso del pennello.
Una pittura, quella del ‘Pinsart’, che è una vita, anzi una ragione di vita.
" Due sono" dice seduto dietro la scrivania del suo piccolo studio d’arte in centro paese "due sono
le ragioni della mia vita: la pittura e mia nipote Letizia".
Formatosi alla allora prestigiosa scuola d’arte e mestieri di
Cannobio e quindi in una delle ultime botteghe d’arte di Milano sotto l’attenta guida di Mario Albertella. Edmondo Albertella sembra essere rimasto uno degli ultimi pittori con una profonda coscienza per l’arte in quanto tale.
"Sono avverso ad alcune moderne forme d’arte. Oggi" sostiene citando
Montale " al bello si preferisce l’originalità. E ci sono alcune
opere per cui è assurdo che si dica che siano d’arte: un’ opera
d’arte deve dare emozioni, alcune servono solo a prendere in giro la gente".
I conti secondo Albertella, vanno fatti con una situazione odierna al limite del mercenario arte come guadagno, dove la bellezza o il valore di un quadro vengono decisi dai mercanti.
Ed agli antipodi di questa filosofia, la sua pittura
incornicia paesaggi cannobiesi, nature morte,volti ed espressioni, riproduzioni di opere celebri.
A proposito gli chiediamo se, a dipingere una riproduzione, dà emozioni. "Riprodurre un
opera altrui" dice "mi insegna molto, riesco a capire come
l’artista riprodotto ha dipinto, in che modo ha usato i colori". E
nel frattempo alle sue spalle non passa inosservato un Matisse di pregiata fattura.
Ma ci sara’ un artista che più di ogni altro, 'Pinsart’ vorrebbe riprodurre? . "Un giorno spero di poter riprodurre un Van Gogh, il mio preferito. Però non mi sento ancora pronto per questo".
Ma la gente che visita il suo studio cosa vuole? "Piacciono molto gli scorci di Cannobio. Sopratutto chi viene qui in vacanza, spesso desidera portare a casa un paesaggio".
E a proposito non c’è che l’imbarazzo della scelta, grazie ad un catalogo veramente ricco. E’ infatti da
venti anni che Edmondo Albertella ‘Pinsart’ dipinge assiduamente e porta avanti una linea che a tratti può apparire anacronistica.
"Le mie pitture" fa presente "si possono definire di vecchio stile", ma se è vero che oggi l’arte, come
egli stesso lo definisce è puro cinismo, non c’è che da approvarne la scelta.
Concludendo, ancora il tempo per una domanda di rito: l’arte è morta? NO. Forse allora è stata
solo un pò maltrattata.
Articolo su Eco Risveglio 19 dicembre 2002
Alberto Bastianini



