Un amico che mi manca
Pinsart era dotato di talento artistico vivace ed originale,
possedeva una acuta ed equilibrata capacità dialettica,
era un gentiluomo garbato ed affabile.
La vena artistica
costituiva il suo rifugio interiore, dove l’anima conviveva
con l’ingegno, entrambi proiettati verso la ricerca di valori
etici ed umani, in stretta complicità a volte gioiosa, a volte
amara, ma sempre onesta e rigorosa.
Le sue copiose tele,
esprimevano, con una semplicità armoniosa e concreta, la
sue genuina sensibilità artistica.
Il suo pennello ritraeva figure, paesaggi, luoghi a lui consueti.
Dipingere significava atto d’ amore che l’interiorità compiva
con disponibilità romantica e sentimentale, pari a quella
offerta agli affetti famigliari ed al culto dell’amicizia.
Era un uomo giusto.
Lo dimostrava nell’analizzare
dialetticamente le virtù e i difetti della nostra società
contemporanea.
A volte era severo ed indignato nel giudicare
mistificazioni e misfatti conducibili a gestioni irresponsabili.
Ma era altrettanto generoso nel riconoscere la buona volontà
di chi si impegnava con onestà intellettuale e senso del
dovere civico.
Conosceva la virtù dell’umiltà: "Io sono un artista serio."
diceva "Se sono bravo o no lo decideranno gli altri".
Ascoltarlo provocava una intima soddisfazione culturale,
poichè la vena artistica gli suggeriva sempre di temperare
il rigore della concretezza con la delicatezza della nobilta’
d’animo di uno spirito eletto.
Conversare insieme nel riserbo del minuscolo studio d’arte,
affollato dalla copiosa produzione, costituiva sollievo spirituale.
Me ne sono avvalso più volte, interrompendo la faticosa salita
di via Marconi per accettare volentieri l’invito di una cordiale
ospitalità.
A volte lo trovavo accigliato nel rimuginare il
significato di taluni avvenimenti a lui poco congeniali.
Ma non tardava a ricomporre l’espressione dolce ed
accogliente,con quel velato sorriso che solo un animo
generoso sa offrire.
Era l’espressione che sgorgava dal suo animo gentile,
rispecchiandosi sul piano formale, dove spiccava il tratto
raffinato di un autentico gentiluomo.
Lo ricordo con rimpianto e gli sono grato per avermi donato una preziosa amicizia.
Mi mancherà!
Gen. Francesco Venturi Ferriolo



